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……….. Non si tratta solo di sport, ma di passione, stile di vita, emozioni… ed è proprio quando provi queste sensazioni che capisci che una “cosa” ti appartiene.. Beh, tutto questo per dire che non avrei mai immaginato che dopo solo una anno “dall’inizio” e con solo 2 mezze maratone ufficiali nelle gambe, il 1 maggio 2012 avrei corso e concluso una M A R A T O N A….Mi fa ancora un po’ paura il suo nome, quasi come durante i secondi prima della partenza, ma adesso ho iniziato a conoscerla e non vedo già l’ora di sfidarla nuovamente..

Alle 7.45 ci troviamo al parcheggio della Comoli con Luca (dimostratosi un efficientissimo accompagnatore e sostenitore) Federico e Simone… Lillo ci raggiungerà direttamente a Vercelli….

Per me e Federico è la prima Maratona…io la vivo cono molta ansia e preoccupazione, mentre Fede è tranquillo e rilassato. Beh…. Per Simone e Lillo ormai i 42.195 sono quasi all’ordine del giorno….. della settimana senza ombra di dubbio!!!!

Questo mi rassicura molto perché, sapere di essere “scortati” da una persona con molta esperienza sulle lunghe distanze, non è da poco….. il meteo invece non è per nulla dalla nostra parte!!!

Dopo esserci cambiati nel parcheggio della stazione di Vc ci dirigiamo alla linea di partenza, dove ci infiliamo i sacchi trasparenti e dove l’adrenalina inizia a salire sempre di più…. Alle 9.01 lo sparo!!

Non c’è tantissima gente (300 persone, forse anche meno) e si corre tranquilli per il lungo viale che dopo 4h39 diventerà il ricordo più bello di quella giornata.

Lillo corre con noi per i primi minuti, poi si stacca per fare la sua gara… e che gara! Che tempo!! Simone, invece, rimane con i 2 “novellini”. Formiamo subito un piccolo gruppo con altri 2 ragazzi e il tempo passa piacevolmente, nonostante i cavalcavia e il minaccioso cielo nuvolo che da lì a poco non ci avrebbe lasciato scampo…..

Su consiglio di Simone faccio tappa e mi fermo ad ogni ristoro: è tutto di guadagnato per i km successivi!!

Luca ci raggiunge in macchina al 14 km per incoraggiarci e sostenere il morale……Poi ci salutiamo dandoci appuntamento al 21simo km….La metà!!!

Il tempo ci grazia proprio fino al passaggio sul “tappetino” della Mezza Maratona…. da lì in poi: tanta acqua, vento e freddo! Al ristoro del 21 km però gustiamo una squisitissima marmellata fatta in casa che aiuta a tirare un po’ su il morale, oltre che gli zuccheri… Credo di non aver mai mangiato così tanto durante una gara! Ci voleva!

Da lì in poi inizio davvero a pormi degli obiettivi fissi (che quasi sempre coincidono con il prossimo ristoro), perché, se la gara fino a quel momento era andata bene, da lì in poi sapevo che poteva succedere di tutto…inizio a chiedermi: e i crampi?? Chissà quando arriveranno..…perché arriveranno, lo so!!! Al 26simo km sono arrivati….ma ho cercato di mantenere la calma e la concentrazione perché la gara era ancora molto molto lunga!!

Diciamo che la seconda metà di gara è stata davvero dura….faceva veramente un gran freddo e correre in quelle condizioni con il vento contrario rischia di toglierti metà delle forze e della motivazione…

Ma abbiamo tenuto duro..

Simone continua ad incoraggiarci e a tirare il gruppo come solo lui sa fare, ma il ritmo cala vertiginosamente al muro dei 30! E diciamo che il cavalcavia, proprio a quel punto della gara, non è stato certo di grande aiuto!!! Ma dopo il cavalcavia c’è il ristoro!! Quindi: forza, concentrazione e non molliamo!!! Al 33simo km credo davvero di non potercela fare….ma stringo i denti fino al ristoro del km 35… Il vento è davvero forte e fastidioso, ma Simone e Federico mi fanno da “scudo” fino a quando non mi riprendo un po’…. 36, 37… Luca ci aspetta al 38simo.. è quasi finita!!!!Dai!!! Penso alle persone che mi aspettano pochi km più avanti.. Ancora una piccola crisi al 39simo km ma poi magicamente.. puf!! Sparisce tutta la fatica!! Per gli ultimi 2 km ricordo di non aver sentito più nessun dolore, ma solo di aver provato un turbinio fantastico di emozioni che faccio ancora fatica a descrivere…

E poi il lungo rettilineo finale che ricorderò per sempre ……….……   ……………….  ……………….. TANTA ROBA RAGAZZI!!!! TANTA ROBA!!! Auguro a tutti i runners di provarci almeno una volta, perché è un’esperienza che ti sconvolge di emozioni (la fatica poi passa…..)  

Un GRAZIE particolare a chi ha vissuto con me quest’esperienza, incoraggiandomi e credendo in me! A chi quel giorno mi ha aspettato e si è commosso insieme a me…….GRAZIE!

ILARIA BALLETTA


 
 
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Ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere personalmente Giorgio Calcaterra. L'ho contattato a gennaio per proporgli la trasferta alla maratona di New York per portare insieme a noi il messaggio della Via della Felicità,una guida al buonsenso per una vita migliore.
Ho scoperto ciò che già sapevo per sentito dire:una grande persona,prima ancora che un grandissimo campione.
Di una disponibilità infinita,difficilmente riscontrabile in campioni di così alto livello,ho avuto il privilegio di correre con Giorgio nel giorno del suo 40esimo compleanno per 12 indimenticabili km e durante quell'ora di corsa ho scoperto una persona pulita,onesta e leale che da sempre si fa portavoce di uno sport vero e senza "mezzucci" per migliorare le prestazioni. Giorgio è Campione del Mondo ma soprattutto è uno di noi.
Quanto sia amato dal popolo dei runners l'ho scoperto una volta di più domenica 22 aprile quando con l'inseparabile Lillo ho partecipato alla 100 km di Seregno con l'obiettivo dichiarato di correre un buon lungo di 60 km in vista del Passatore.
Per evitare le code dell'anno precedente siamo partiti presto così ci siamo potuti godere la perfetta organizzazione dei Marciacaratesi,una macchina perfetta che ha una sintonia invidiabile con le istituzioni locali.
Dopo il consueto caffè pre-gara ci siamo cambiati ed abbiamo aspettato lo start.
La manifestazione prevedeva 5 giri da 20 km ognuno e noi abbiamo deciso di correrne solo 3.Prima di entrare nella griglia,ho aspettato che uscisse Giorgio e quando l'ho visto gli ho fatto l'in bocca al lupo e lui l'ha fatto a me.Cominciamo bene direi.
Alle 8.30 siamo partiti per il nostro lungo,lento allenamento.Volevamo tenere un passo da 6'/km con pause ai ristori ed i primi due giri sono andati bene.Siamo infatti passati al 40esimo km in 4 ore e 10' non prima di aver vissuto il primo doppiaggio da parte di un'atleta spagnolo,da Giorgio che mi ha salutato con un cenno della mano e da un altro italiano di cui non voglio ricordare il nome e che,se ci fosse stata una giustizia vera,non avrebbe dovuto nemmeno essere lì.
È paradossale:il campione pulito che vince sempre contro "l'altro" che non vince mai e sta sempre dietro....
Con questi pensieri passiamo anche la distanza della maratona chiacchierando con Lillo,ormai i 42 km ci appartengono e quasi non facciamo più fatica!!
Pensiamo alle sofferenze dello Squero e capiamo che lui è un eroe più di tutti gli altri,d'altronde il miracolo non è arrivare in fondo ma avere il coraggio di partire...!
Ad ogni ristoro è una festa,ci fermiamo addirittura ad un gazebo degli alpini che vorrebbero farci mangiare di tutto.Decliniamo cortesemente quasi del tutto l'invito e ripartiamo...
Verso il 55esimo km comincio a sentire un po' di stanchezza,il mese di stop tra marzo e aprile per le costole rotte alla 100 km del Sahara si fa sentire. Faccio un cenno a Lillo che aumenta il passo e se ne va.
Ho con me nel marsupio la bandiera dell'Italia griffata con il logo della Via della Felicità e penso che potrei darla a Giorgio se mi passa ancora prima del suo storico traguardo.In effetti facendo due calcoli,io sono alla fine del terzo giro e come crono lui dovrebbe essere alla fine del quinto e quindi della gara.Sono sicuro che è in testa,lo chiedo ad ogni ristoro e puntualmente mi forniscono notizie esaltanti anche perché "l'altro" è sempre dietro...
I miei calcoli sono esatti infatti al mio km 57,5 (il 97,5 per Giorgio),sento la moto della testa della corsa e dietro la sagoma inconfondibile del Re che con la sua classica andatura ha un po' rallentato (per modo di dire) la sua falcata ma ha già "asfaltato" tutti.Dietro di lui c'è il vuoto.
Mi fermo,apro la bandiera e lui mi fa un cenno con la testa.Allora,dopo averlo incitato e dopo aver ricordato che "l'altro" è sempre dietro,lascio la bandiera alla persona che stava seguendo Giorgio in bicicletta.
Vedendo Giorgio involarsi a prendere il suo terzo titolo mondiale in mezzo ad un boato continuo di gente che lo incita,mi commuovo.Non mi capita spesso,peró stavolta non c'è stato verso.
Il ragazzo che ha costruito i suoi successi con il sudore,l'applicazione,la costanza.Che è rimasto semplice e genuino,che risponde alle mie mail e ai miei sms.Che accetta di correre con noi per una buona causa,che ti dice un "in bocca al lupo" sincero anche se sei l'ultimo dei tapascioni.
Questo è il campionissimo Giorgio Calcaterra.
Ed io mi sono commosso vedendolo a pochi metri dal suo terzo mondiale,amatissimo dalla gente.Per "altri"molto meno onesti,sono stati 100 km di insulti.
La mia gara,a quel punto,poteva anche finire lì così al 60esimo km,alla fine del terzo giro,mi sono fermato.
Ho trovato subito Lillo che era arrivato qualche minuto prima e ci siamo diretti negli spogliatoi dove,manco a farlo apposta,abbiamo incrociato Giorgio che aveva appena finito la visita antidoping e ci siamo trovati a cambiarci nella stessa stanza.
Abbiamo fatto la foto con la bandiera che poi gli ho regalato e,dopo la doccia,abbiamo salutato il Re (con il quale ci incroceremo al Passatore) e ci siamo mangiati con Lillo un meritatissimo panino al chiosco vicino al parcheggio.
In macchina al ritorno,ho pensato che sportivamente parlando è stata la giornata perfetta per alcuni buoni motivi:ho fatto un bellissimo allenamento,il meteo tutto sommato ha tenuto,di testa sono pronto per un'altra notte sulla Colla al Passatore,il Re è Campione del Mondo,"l'altro"è sempre dietro come è giusto che sia....e non sono neanche tanto stanco!!!!
Buone corse!!
Simone Leo


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Andrea

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È iniziato tutto lo scorso 28 novembre. 
Trasferta fiorentina con i miei compagni di Novara che corre alla Firenze Marathon, gara programmata all'inizio del 2011, che ho affrontato con un allenamento quasi inesistente. Il 2011 mi aveva riservato cattive e buone sorprese, a febbraio la perdita del lavoro, rimpiazzato quasi immediatamente e la gravidanza di mia moglie.
Il risultato fu un cambiamento radicale di ritmi di vita, COMPRESA LA CORSA. I miei compagni, Simone Lillo Stefano e Luca invece, si erano allenati con regolarità e dedizione. La gara poi non si é dimostrata clemente un po' per tutto il gruppo, per me infatti fu un vero e proprio calvario.
Ricordo infatti che al 35esimo km in preda ad una crisi incredibile, avevo maturato odio per i 42km. 
Neanche una settimana dopo ed ero già sul sito della Milano city Marathon! Qualche istante di esitazione e poi la decisione di prendermi la rivincita. Con me, iscritti anche Simone Lillo Riccardo e Luca.
A quasi 2 mesi dall'evento, Luca, purtroppo deve rinunciare a causa di impegni personali. Propongo allora la sua sostituzione a Valentino. Pochi giorni e mi dice "ok ci provo! E facciamo sta maratona!" . Iniziano gli allenamenti con Valentino, ora l'obiettivo è comune. Allunghiamo le uscite, i 10 diventano 18, 20, 22...  Si esce con la pioggia e con la neve.
In un soffio siamo arrivati ad aprile, e in ancor meno al 15 aprile!
Facendo una riflessione approfondita, io e Valentino, ci siamo allenati abbastanza assiduamente, ma oppss.... Forse abbiamo tralasciato i "lunghi". Ma il mio compagno di allenamento con voce confortante mi risponde : " Non ti preoccupare! Dobbiamo fare la maratona? E facciamo la maratona!  Come va, va!".
Mi sono lasciato convincere, anche se so benissimo che " se alla maratona non porti rispetto, ti distrugge!".

Domenica 15 aprile il ritrovo è fissato alle 6.50, abbiamo deciso di andare in treno, a Milano c'è il blocco del traffico. Piove, come ormai da giorni, c'è parecchia indecisione sull'abbigliamento da corsa, il dibattito determina che: Lillo correrà in canotta e pantaloncini sgambati, io e Valentino maglia termica a maniche lunghe e trequarti. 
In stazione il treno è già pronto ad aspettarci. L'umore è alto, solita caciara da podisti tapascioni. Sul treno incontriamo Anna, che si unisce alla "banda" è la sua prima esperienza in maratona, e forse la nostra compagnia stempera i suoi timori. Dopo 40 minuti di discorsi inutili, arriviamo a Rho fiera, zona di partenza, ad aspettarci il veterano Simone. Ci incamminiamo verso lo start inghiottiti dalla fiumara di podisti. Lungo la passerella che attraversa la fiera di Milano, i gruppi di corridori italiani e stranieri cercano riparo in ogni anfratto per iniziare il rituale della preparazione alla corsa, noi troviamo riparo nell'ultimo spazio coperto. Ci cambiamo velocemente, mentre ci si prende in giro! Guardo Valentino intimandogli "soffrirai!", mi sorride consapevole, ma anch'io ho questa consapevolezza! Gli sguardi e i sorrisi di Lillo e Simone invece sono distesi e sicuri, per loro è l'ennesima "corsetta", la normalità.
In fretta ci dirigiamo al deposito sacche, piove ancora, ma ho pensato ai miei compagni fornendogli un sacco dell'immondizia trasformato per l'occasione in telo anti pioggia, siamo proprio runner da buttare!
Durante le operazioni di deposito delle sacche troviamo Puji e Riccardo, gli sguardi sono tesi, l'atmosfera si distende quando Simone ci presenta "Er bomba", podista incontrato nel Sahara, con l'attitudine al doping casalingo.

È il momento di entrare nelle griglie di partenza, ci posizioniamo tutti insieme nella stessa sezione, fa freddo, i pensieri mi assalgono anche se si continua a ridere e scherzare. Simone mi conforta, mi consiglia di dare il massimo, " poi se scoppi, cammini fino al traguardo", Valentino ostenta sicurezza ma la preoccupazione traspare. " Vale sei forte! Non temere! Tu farai un buon tempo!", lui annuisce in silenzio.
Nel frattempo lo speaker inizia ad annunciare tutti i personaggi intervenuti alla manifestazione senza catturare la nostra attenzione. Manca poco, prima peró bisogna rendere omaggio a Morosini, calciatore scomparso sul campo da calcio. Un silenzio quasi irreale, congela per un minuto la folla pronta alla partenza, il cordoglio è sincero.

Il silenzio viene rotto poco dopo dall'inno nazionale, peccato che siamo in pochi a cantarlo, è la prima volta che lo sento ad una gara.
BOOM! Il boato del cannone annuncia l'inizio della gara.
Ci si guarda negli occhi, una pacca sulla spalla, " in bocca al lupo! Ci vediamo all'arrivo". Simone ci benedice con un bacio in fronte uno per uno, sembra una scena de "il padrino".
Il gruppo è partito compatto, tra gli applausi di un pubblico di sconosciuti.
Fin dai primi metri le andature si differenziano, anche se fino al primo ristoro ci si è incrocia per le immancabili soste urinarie, che per me sono una consuetudine, ma fatto straordinario per Simone e Valentino.

Il passo è buono e mi sento bene, procedo scortato da Anna, la quale alla sua prima esperienza, cerca conferme e sicurezze da me "stiamo andando bene! Dobbiamo solo mantenerci così" infatti poco avanti, vedo ancora la sagoma dei miei due compagni.

I km scorrono tranquilli, la vista di ogni cartello mi rincuora, mi continuo a ripetere che ce la posso fare. Intanto la pioggia non smette, anzi, le pozzanghere, in alcuni tratti sono inevitabili, il freddo inizia ad essere un problema. Io e Anna procediamo silenziosi, io concentrato, lei timorosa. Inizio ad avvertire i primi dolori da stanchezza, siamo al 25esimo, quasi nel centro di Milano.

Sento che la crisi sta arrivando, striscia lenta tra i muscoli delle mie gambe. Puntuale come da previsione cedo lentamente al 30esimo, Anna mi sente arretrare, si gira, mi guarda, rallenta per aspettarmi. Capisco subito che la situazione non migliorerà "Anna non rallentare! Stai correndo bene puoi fare un buon tempo!" lei comprende , e con un cenno della testa riprende il suo passo verso gli ultimi 12 km.

Ho odiato la corsa, la pioggia e anche  me stesso, come due lame i crampi mi trafiggono le cosce, le vesciche mi martoriano i piedi e brividi di freddo scorrono lungo la schiena. Stringo i denti, ma l'andatura diminuisce sensibilmente. Dopo un ora di lento calvario finalmente il cartello del 41esimo km! É adrenalina! Finalmente sta finendo, arranco ma cerco di aumentare il passo. In lontananza il cronometro segna 4:34:00, mi rassegno, anche sta volta ha vinto la maratona. Taglio il traguardo sconfitto ma felice! Insano piacere per la sofferenza.

Tremolante ritiro la mia medaglia, meritata o forse no, ma l'unico pensiero e quello di indossare vestiti puliti e asciutti. L'organizzazione peró forse non ha pensato alla pioggia, posti asciutti non ce ne! Trovo una tenda della croce rossa, a stento riesco a ritagliarmi un piccolo spazio tra la gente, all'interno l'umidità è al 100% quindi mi cambio velocemente ed esco. Ora l'unico pensiero è far sapere a mia moglie e mia figlia che sono vivo. " chi sà se Emma è orgogliosa lo stesso di suo padre?" comunque la voce al telefono è confortante. Poco dopo è il cellulare squilla, "Valentino dove sei?".

Incontro i miei compagni d'avventura nella bolgia della zona d'arrivo, Lillo fresco come una rosa, Valentino dolorante come me. "Com'è andata?" la risposta non lascia dubbi "Andre.... Tanta roba!" nel frattempo Simone si è già dileguato nei meandri delle sue conoscenze sportive. Zoppicanti e affamati, dopo un pasto veloce ma sostanzioso, ci avviamo verso la metro. A Rho dopo una breve attesa il treno ci riporta finalmente a casa.

Ho detto basta alle maratone... Ma in realtà sto già programmando la prossima!


Andrea

Riccardo

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Sono passati tre anni da quella Stramilano che è stata il mio battesimo sulla distanza della mezza maratona, tre anni in cui la corsa è entrata a far parte della mia vita, tre anni in cui ho messo tanti km nelle gambe, tre anni fatti di tante soddisfazioni e poche delusioni.
Oggi come allora mi trovo a Milano per correre la distanza doppia sono emozionato ma al tempo stesso non vedo l’ora di partire anche perché il clima non è dei migliori: piove e la temperatura non è propriamente primaverile. I primi chilometri dopo il via sono molto tranquilli alleviati anche dal clima allegro che il team di Novara che Corre sa creare. Il ritmo lento aiuta a fare conoscenza con gli altri corridori e così si scoprono diverse storie tutte legate al mondo della corsa; questo aiuta a ingannare il tempo e in men che non si dica siamo già arrivati a metà gara. Mi sento bene e decido di aumentare il ritmo, il gruppo si è ormai sfoltito e a volte mi trovo a correre con poche persone intorno. In zona Porta Venezia, siamo al 28° Km, incontro la mia ragazza che mi incita con un “dai che ce la fai!” Ha ragione! Ce la faccio ne
sono convinto! Sono sicuro di farcela perché me lo sento! Una cosa che mi ha insegnato la corsa è di crederci sempre e di non accontentarsi mai, non dobbiamo mai porci dei limiti ma solo degli obiettivi e una volta raggiunti andare oltre.
Sono al 35° Km la fatica si fa sentire ma sono in forma e non avverto per niente la crisi, al rifornimento mangio un pezzo di banana e bevo un po’ d’acqua per affrontare gli ultimi chilometri, supero molti corridori che hanno rallentato notevolmente. Arrivo così al cartello dell’ultimo chilometro, l’emozione è fortissima le gambe continuano a girare sempre più velocemente,
taglio il traguardo esultando con un sorriso pieno di soddisfazione fiero di aver corso questi 42,195 Km e adesso, con le gambe ancora indolenzite, penso già alla prossima maratona e al prossimo limite da superare, mi viene in mente una delle tante massime del mitico Aldo Rock: “Ricorda uomo che ogni soffitto raggiunto diventa pavimento”.
Mai accontentarsi! Correte! Correte sempre più veloce e sempre più lontano!

Riccardo


 
 
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E' stato bello tornare alle gare dopo più di 15 giorni!
Infatti l'ultima partecipazione ad una competizione per me risaliva al 9 marzo ed era l'ultima tappa della “100 km del Sahara” con arrivo alla mitica Oasi di Douz.

Domenica 25 marzo ho partecipato alla Stramilano, per il secondo anno consecutivo. Questa volta però è stata diversa dall'altra perché per il primo anno l'ho corsa da milanese. 
 Gran bel sole primaverile, tanta gente per strada e blocco totale del traffico hanno fatto da contorno a questa ennesima bella giornata di sport. Ho preso il tram da casa che mi ha portato direttamente all'Arena e anche questa è stata per me una nuova esperienza.

Mi sono dato appuntamento con i ragazzi di Novara Che Corre, sempre presenti, e dopo un veloce caffè al chiosco del Castello Sforzesco, ci siamo cambiati ed abbiamo lasciato le sacche al deposito borse davvero operativo per il grosso numero di persone presenti.
Con noi l'amico e campione Ciro Di Palma che, bisognoso di un allenamento lentissimo, ha trovato in me e Andrea Squeo dei degni accompagnatori.
Insomma....festa doveva essere e festa è stata! Pur rispettando chi si impegna tra tabelle,diete,tempi da rispettare e ritmi da tenere,per me la corsa è altro. E' totale divertimento,è fare casino ai ristori con i miei compagni di viaggio,è conoscere persone nuove.
A Milano sono stati 21,097 km di allegria con spugnaggi che diventavano gavettoni e ristori con inseguimenti. E' stata una bellissima mattinata di corsa e Milano per una volta si è dimostrata all'altezza di una manifestazione del genere! Ora vedremo se il 15 aprile per la Maratona verranno confermate queste buone sensazioni.

Per quanto riguarda il crono finale,dopo lo stop per infortunio e senza nessun allenamento nelle gambe (nessuno davvero,neanche uno) ho portato a casa un onesto 1h58'. Qualche anno fa non sarei riuscito a chiudere con un tempo sotto le due ore senza allenarmi,questa è già una buona notizia.

Ora devo riprendere il ritmo,mi aspetta un aprile-maggio da 500 km.....è ora di correre! 

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Al rientro dalle fatiche del deserto tunisino, Simone ci fa vivere la sua esperienza, con un bellissimo racconto che descrive tutto il fascino di un'esperienza che di sicuro lascia il segno..... LEGGI IL RACCONTO

 
 
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Sole alto e splendente, primo accenno di primavera, la splendida cornice del lago maggiore. 1800 partecipanti e un percorso fantastico. Sono i 21 km della lago maggiore half Marathon, Novara che corre c'era, 11 atleti allo start. Partiti di buon ora da Novara, siamo arrivati a Stresa , dove era previsto l'arrivo della gara. Dopo aver trovato a fatica parcheggio, ci siamo avviati all'imbarcadero per l'attraversata del lago verso la zona di partenza. L'umore alle stelle ha favorito lo scambio di battute lungo tutto il tragitto. Ormai è noto che quando ci spostiamo in gruppo, la caciara riempie i silenzi degli altri atleti. Tra una massima di saggezza di Valentino e una battuta di Domenico, finalmente l'attracco del battello. Subito dopo aver depositato le sacche, abbiamo iniziato a risvegliare un po' le gambe con qualche breve Corsetta di riscaldamento. Appena arrivato il momento di entrare nelle griglie di partenza, il gruppo si è riunito nuovamente. Dopo pochi minuti e quasi a sorpresa per noi, la partenza della gara. Pochi metri di piano e poi subito salita, poi discesa e poi ancora salita, qualche maledizione al centro di Verbania e poi via Sul lungo lago. Come al solito i velocisti del gruppo sono spariti dopo pochi metri inghiottiti dalla testa della gara. Ma Novara che corre lascia spazio anche ai tapascioni, infatti il gruppetto scapestrato unito dall'andatura comune non si è separato fino al decimo km. Rimarcando la propria presenza con la stessa caciara del pregara, c'è stato spazio anche per stringere amicizie con altri atleti di società lontane. Ecco che compare al nostro fianco Vanina, dell'atletica Ovadese Alessandria. Ci confessa che è stata attirata dal clima informale con il quale ci siamo accostati alla competizione. Vanina mi accompagnerà fino all'arrivo. All'undicesimo km provo ad allungare Vanina mi segue, seguono km di discorsi personali, esperienze e motivazioni. Ci aiutiamo a superare piccole crisi. Quasi all'arrivo allungo ulteriormente, la mia nuova amica non mi segue. 19esimo, ci siamo! Ma tra me e l'arrivo una salita spacca gambe! Quasi impreco! (all'arrivo scopro che anche i miei compagni hanno provato la stessa cosa). Curva, rettilineo e finalmente il fantastico arrivo a Stresa. Mi fermo al traguardo ad aspettare Vanina la devo ringraziare devo congratularmi!   Arriva, mi vede e mi abbraccia!

Raggiungo i miei compagni già arrivati da un bel pezzo. Finalmente ci avviamo alle docce, amministrate da una strana bidella. É ora di tornare a casa, PECCATO!

Grande giornata! Grande la mia squadra!

Buone corse!

ANDREA

 


 
 
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Conclusa la meravigliosa avventura di Simone alla 100 km del Sahara, oggi infatti il rientro a Malpensa del nostro runners. Ad attenderlo ci saranno i suoi sostenitori, amici e parenti più stretti. Simone sicuramente tornerà con tante esperienze indimenticabili da raccontare. Correre in un luogo estremo come il deserto è di sicuro un    Evento unico nella vita, il sole, il caldo, il vento, la sabbia, il freddo gelido della notte, mettono a dura prova la volontà e il fisico. Ma è certo che ciò che nasce è un viaggio introspettivo che rende ancor più soddisfacente il taglio del traguardo. Sicuramente nei prossimi giorni Simone ci regalerà un racconto dettagliato di questa fantastica avventura. Per ora non resta che complimentarsi con il nostro compagno di squadra... BRAVO BRAVO BRAVO! 


 
 
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Thomas Wittek, vincitore dell'ultima edizione disputata prima della Primavera Araba (qui chiamata "Rivoluzione dei Gelsomini") è tornato ed ha subito imposto il suo ritmo vincendo questa prima tappa di 23km.
La vittoria non è stata schiacciante però, i distacchi sono contenuti e gli avversari agguerriti. Massimo Camozzi e Gianluca Cicchella, rispettivamente secondo e terzo, hanno terminato a pochissimi minuti di distacco.
Se si tiene presente che il percorso comprende l'attraversamento di due "erg" con dune alte anche 30m. appare evidente che il tedesco non avrà vita facile quest'anno. Un vento piuttosto sostenuto ha soffiato costantemente alle spalle dei runners, mentre il sole coperto da un leggero velo di nubi e una leggera pioggia sul finire di gara, hanno alleviato le consuete difficoltà desertiche.
SIMONE, si è difeso bene, accostandosi con reverenziale rispetto alle insidie del deserto. concludendo la sua prima tappa in 2:25:58 posizionandosi per il momento 57° in classifica generale.

 
 
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Tutto pronto! Domenica 4 marzo Simone è partito alla volta del Sahara, la decisione di catapultarsi in questa avventura era maturata già da tempo. In fatti il sogno era cresciuto già  dai primi momenti della sua carriera podistica. 
L'anno scorso già iscritto, aveva visto sfumare la partecipazione alla gara a causa dei tumulti Tunisini che non garantivano la sicurezza dei partecipanti causandone l'annullamento. Ma l'edizione 2012 invece si fa! 
Probabilmente è stato meglio così, Simone infatti, ha avuto il tempo per prepararsi al meglio all'impresa sahariana.
La delusione alla mancata partecipazione dell'anno scorso, è stata colmata con la coraggiosa impresa del Passatore,  la maratona di Berlino, la Firenze Marathon, la maratona di Reggio Emilia, la Lago Maggiore Marathon e molte altre competizioni. Dunque la preparazione certo non manca, ma correre nel deserto tunisino a 40 gradi  è un'altra cosa! 
Certo è che la volontà d'animo è una dei pregi di Simone, qualità che lo ha sempre portato al traguardo di ogni obiettivo prefissato. Siamo certi che anche questa volta l'avventura si concluderà con ottimo profitto. 
Non resta che augurargli In bocca al lupo per questa fantastica esperienza!

CORRI SIMO CORRI!!!


 
 
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Gargallo Winter Running Off Road 2012, 19 Febbraio.
Mi presento a Gargallo alle ore 8e30, ritiro il pettorale e il generoso pacco gara, intravedendo anche Luigi Rizzotti.
Le temperature in settimana si sono alzate a Novara e molta neve nei prati si è sciolta, ma non nei boschi di Gargallo dove sembra fresca appena caduta.
130 iscritti alla 17km, partenza a 370mt di altitudine e io lì in prima fila con la mia fiammante maglietta di Novara Che Corre appena ritirata e subito indossata.
Primo km su un "facile" asfalto poi, alla prima curva, si entra in un mondo parallelo e giù in discesa sulla neve ad attraversare il primo ruscello ghiacciato.Da lì in poi salita fino al km8 a circa 700mt di altitudine, con pendenze anche del 25% dove la parola correre viene sostituita dall'arrampicarsi sul fondo scivoloso aggrappandosi agli alberi...
Il problema o forse la cosa più bella è che i 15 km passati nei boschi sono dominati dal colore bianco dei 30cm di neve che scorre sotto i piedi e in cui talvolta affondo e quasi scivolo...
Al km 8 inizia la discesa, dopo circa duecento metri e poi ancora poco dopo mi "storto" la caviglia destra....purtroppo i sassi e le radici non si vedono sotto la neve. Ancora 9 km da fare, bene...per fortuna la caviglia è calda, l'adrenalina è a mille e la vista del paesaggio che circonda il percorso non mi fanno pesare più di tanto l'infortunio o forse la neve e l'attraversamento di un "fresco" e anestetizzante ruscello aiutano a non sentire il dolore (che si presenterà puntualmente poco
dopo l'arrivo e che mi ricorda tutte le volte che mi è capitato giocando a basket...)
Corro tra sentieri segnalati dagli organizzazioni direttamente sulla neve in arancione con bombolette spray, il silenzio è rotto solo dal calpestio dei passi dei podisti nel manto bianco.
Al km16 si esce dal fantastico mondo in cui siamo stati e si ritorna a calpestare l'asfalto; a un volontario chiedo quanto manca..."solo 800metri!" mi risponde...certo 800mt quasi tutti in salita a circa il 5% di pendenza.
All'arrivo il GPS segna un totale di 779mt di dislivello positivo e altrettanti di negativo...
La fatica è ripagata dalla gioia per lo splendido paesaggio, per i ruscelli ghiacciati, gli alberi e i rami tra i sentieri, per la tanta tanta neve e lascia una
caviglia gonfia....

Marco Gallina di Novara che corre


 

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